mercoledì 31 ottobre 2007

Da novembre a dicembre le iniziative contro le mafie di Libera in Abruzzo

SABATO 10 NOVEMBRE, ore 18.00
AUDITORIUM CENTRO SERVIZI CULTURALI, VIA CAV. VITTORIO VENETO 5, AVEZZANO


Marsica: 10 anni nei rapporti ecomafie di Legambiente

INTERVERRANNO:

ANTONIO PERGOLESI
- Osservatorio Ambiente e legalita'.
DAVIDE PATI - Responsabile Libera beni confiscati.

MODERA IL DIBATTITO: PINO DI MAULA - Direttore di Left/Avvenimenti.

SABATO 17 NOVEMBRE, ore 18.00
COMUNITA' MONTANA MARSICA 1, VIA MONTE VELINO 61, AVEZZANO


Presentazione del libro ''L'ISOLA DEL TESORO: Provenzano e Ciancimino corleonesi doc''

INTERVERRANNO:

LEO SISTI, Autore del libro, inviato de LEspresso,
ON. PINA FASCIANI (LULIVO),
ON. MAURIZIO ACERBO (PRC-SE)

MODERA IL DIBATTITO: PRIMO DI NICOLA - Giornalista de LEspresso

VENERDI 23 NOVEMBRE, ore 18.00
SALA CONFERENZE ARSSA, PIAZZA TORLONIA, AVEZZANO

Presentazione del libro ''CODICE PROVENZANO'

INTERVERRA' IL COAUTORE DEL LIBRO:
MICHELE PRESTIPINO
- Direzione antimafia Palermo. Sostituto procuratore, gi magistrato ad Avezzano.

MODERA IL DIBATTITO: LUIGI VICINANZA Direttore de Il Centro

GIOVEDI' 6 DICEMBRE, ore 17.30
SALA CONFERENZE ARSSA, PIAZZA TORLONIA, AVEZZANO


Infiltrazioni mafiose in Abruzzo: fango o realta'?

INTRODUCE:

GIUSEPPE LA PIETRA- Coordinatore Libera-L'Aquila

INTERVERRANNO:
ON. GIUSEPPE LUMIA- Vice-Presidente commissione parlamentare antimafia
ROBERTO MONTA'- Vice-Presidente nazionale Avviso pubblico.

MODERA IL DIBATTITO: DANIELA SENEPA Giornalista RAI

PER INFORMAZIONI:

liberalaquila.blogspot.com
laquila@libera.it
349.5850952 - 348.0464123

ADERISCONO:
Avviso Pubblico,Assessorato alla cultura Regione Abruzzo,Provincia di LAquila,Comunità montana Marsica 1,Comune Luco dei Marsi, Comune Scurcola Marsicana, Comune di Tagliacozzo, Comitato Regionale Unipol, Rindertimi, Azione cattolica Marsica, Fuci, Unione degli studenti, Unione degli universitari, Rete degli studenti, Centro Evangelico di Servizio, Consulta marsicana per la pace, ARCI comitato provinciale, Arci Luco dei Marsi, Arcipedale Luco, LEFT-Avvenimenti, Il Martello del Fucino, Tiesti, Italia nuova (Celano), Ass. Rinascita (Cerchio), Emergency Avezzano, DS Federazione marsicana, Sinistra giovanile marsicana, DS Luco dei Marsi, DL-la Margherita Marsica, Federazione Marsica PRC-SE, Giovani Comunisti Marsica, Federazione Giovani Comunisti Italiani.


mercoledì 24 ottobre 2007

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Vi riportiamo il testo dell'interrogazione parlamentare fortemente voluta da LIBERA e presentata dai senatori Di Lello, De Petris e Lusi


Interrogazione con risposta urgente in aula

Ai Ministri dell'Interno, della Giustizia e dell'Economia


Premesso che:


la Direzione Nazionale Antimafia, nella sua relazione annuale (dicembre 2006) relativa alle dinamiche e strategie delle associazioni mafiose nel Distretto de L’Aquila, riferisce che:

“….le informazioni acquisite ….confermano la fondata convinzione che il territorio abruzzese possa dirsi sostanzialmente immune da radicati insediamenti di matrice mafiosa, quantunque siano in costante aumento ed assumano connotati di maggiore significatività le presenze criminali organizzate nel pescarese e nel teramano (principalmente nel settore del gioco d’azzardo, della contraffazione illegale di prodotti commerciali e dello spaccio di sostanze stupefacenti).”

“Ad ogni buon conto la Regione Abruzzo, così come la Provincia di L’Aquila, per motivi legati soprattutto alle radici culturali e storiche, non produce di regola fenomeni criminali associativi autoctoni, almeno intesi in senso tradizionale.”

“ Prendendo le mosse dagli indici di riferimento di regola utilizzati per ipotizzare la presenza di gruppi organizzati, anche di stampo mafioso, le conclusioni potrebbero dar luogo ad un quadro relativamente tranquillo; non a caso l’Abruzzo viene tradizionalmente associato all’immagine “dell’isola felice”, forse perché è lontano da fatti di sangue, plateali azioni intimidatorie o attentati dinamitardi di matrice estorsiva, che caratterizzano le mafie più pericolose.”

Dopo tali rassicuranti constatazioni, la relazione propone una specie di seconda premessa (“....volendo, tuttavia, approfondire gli indici di riconoscimento dei gruppi organizzati, anche sotto il profilo latente e sintomatico, le conclusioni appaiono diverse…”) cui segue l’elencazione di fatti e circostanze quali, tra l'altro:

- un numero di istituti bancari e società finanziarie assolutamente abnorme rispetto alla densità della popolazione, al reddito pro capite, e al volume economico delle imprese attive …. nonché alla tipologia delle forme di investimento, che restano caratterizzate dalla tendenza a non investire sul territorio di appartenenza;

- attività di indagine della Polizia giudiziaria hanno accertato una decina di bancarotte fraudolente e truffe con conseguenti indebiti arricchimenti per almeno 5 milioni di euro con notevoli pregiudizi economico-patrimoniale per almeno un centinaio di imprenditori......con emissione di numerose ordinanze di custodia cautelare per fatti riconducibili a responsabilità penali di natura associativa per episodi di riciclaggio, reimpiego, truffe, ecc. e con il sequestro preventivo di quote societarie, beni mobili e immobili per un valore ammontante a 15 milioni di euro;

- a tal proposito gli organi di polizia hanno reiteratamente segnalato l'esistenza di ragioni di sospetto circa la presenza di interessi del crimine organizzato pugliese, siciliano e soprattutto campano in relazione a rilevanti operazioni di investimento immobiliare soprattutto sul litorale adriatico interessato da imponenti insediamenti immobiliari nel settore alberghiero e della ricreazione collettiva;

dopo aver messo in rilievo dette situazioni che causano allarme per una possibile opera di infiltrazione di capitali di illecita provenienza nel sistema finanziario regionale e fatto cenno ad altri fenomeni di criminalità, la Relazione della D.N.A. concludeva:

" Investigazioni di notevole complessità ed impegno sono state condotte in via esclusiva dalla procura della Repubblica di Pescara, così sfuggendo a più approfondite valutazioni sotto il profilo di una eventuale realtà associativa che avrebbe potuto giustificare un coinvolgimento della procura distrettuale antimafia de L'Aquila, peraltro, composta da poche unità."

Secondo recenti notizie di cronaca, gli investigatori della Procura distrettuale di Palermo seguendo il c.d. "tesoro di Ciancimino" (l'ex Sindaco di Palermo noto alle cronache giudiziarie) si sarebbero imbattuti nella "Alba d'oro s.r.l." che sta realizzando una mega struttura turistica nel territorio del Comune di Tagliacozzo;

detta s. r. l. - proprietaria della concessione edilizia per la struttura ricettiva sopra citata, si è costituita nel settembre del 2002 con il tributarista Gianni Lapis come presidente del consiglio di amministrazione;

Gianni Lapis è indicato dai magistrati palermitani come il prestanome dei Ciancimino e, infatti, lo stesso era detentore delle quote della Gas S. p. A. prima che questa venisse venduta da Massimo Ciancimino ad una multinazionale spagnola per 120 milioni di euro;

con sentenza - di 1° grado - del 9 marzo 2007 (proc. pen. N.12021/2004) il Gup del Tribunale di Palermo ha condannato (con il rito abbreviato e con la conseguente riduzione di pena) Gianni Lapis a 5 anni di reclusione per il reato di cui all'art. 12 quinquies, comma 2 (Trasferimento fraudolento di valori) Legge n. 306/92, l'Avvocato Ghiron a 5 anni di reclusione e Massimo Ciancimino a 5 anni e 6 mesi di reclusione, questi ultimi due per lo stesso reato contestato a Lapis e con la continuazione con il reato di cui all'art. 648 bis c.p. (riciclaggio);

il progetto della struttura turistica era stato presentato nel 2002 al Comune di Tagliacozzo dalla "Ricci e Zangari s.r.l." (soci Achille e Augusto Ricci e Nino Zangari all'epoca assessore del Comune di Tagliacozzo) che poi lo ha ceduto alla "Alba d'oro";

il capitale sociale della Alba d'oro è di 40.000 euro e, segnatamente, Nino Zangari per 6.600 euro, Augusto Ricci per 6.800 euro, Achille Ricci per 6.600 euro e la Sirco S. p. A. per 20.000 euro e, cioè, per il 50% del capitale sociale;

alla Sirco, che ha sede in Palermo, nel luglio del 2005, nel prosieguo dell'indagine, il Gip del Tribunale di Palermo ha sequestrato in via preventiva i capitali sociali;

i fatti sopra riportati confermano quanto riferito dalla Direzione Nazionale Antimafia sull'Abruzzo come un possibile territorio di riciclaggio di denaro proveniente dalla criminalità organizzata siciliana e conferma, inoltre, il giudizio - anche se espresso in forma molto diplomatica - della scarsa capacità di incidenza investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia dell'Aquila sui fenomeni associativi presenti nella regione;

per sapere:

quale valutazione danno della situazione di alto rischio riciclaggio venutasi a creare a Tagliacozzo e nella Marsica con la attività della Alba d'Oro;

se la Procura Distrettuale dell'Aquila, gli organi di Polizia giudiziaria e la Guardia di Finanza in particolare - ferma restando la tutela del segreto istruttorio - stanno monitorando la vasta rete di società che operano in Abruzzo e che sembrano essere riconducibili alla criminalità organizzata siciliana, campana e pugliese;

se non sia il caso di verificare l'adeguatezza dell'azione investigativa della Procura Distrettuale dell'Aquila attraverso la valutazione degli eventuali risultati conseguiti nel settore del riciclaggio di denaro di provenienza illecita, settore sul quale, per ora, sembra indagare più l'Autorità giudiziaria di Palermo che quella dell'Aquila.

Sen. Giuseppe Di Lello Finuoli

Sen. Loredana De Petris

Sen. Luigi Lusi